Neuropatia ottica ischemica
  • Buongiorno Dottoressa Rota,

    La mia brutta storia inizia a marzo di quest'anno con un fastidio all'occhio dx e un semicerchio scuro nella parte inferiore.
    Visita
    oculistica, diagnosi di cheratocongiuntivite, collirio. Poi nei giorni a
    seguire il peggioramento. Ritorno dall'oculistica, campo visivo, fondo
    dell'occhio, papilledema, visita dal neurologo, ospedale, esami vari,
    diagnosi: neuropatia ottica ischemica NOIA.
    Dimessa, dopo qualche giorno ho un calo della vista terribile: 1/20.
    Da qui il calvario. Sbaglio sicuramente e consulto molti medici.
    Cado in depressione profonda, angosciata dalla mattina alla sera, prendo Lexotan, sto malissimo.
    Controllo continuamente la vista dell'occhio sano per paura di perdere anche quello.
    Sono assolutamente fuori controllo. Senza pace ne' di giorno nè di notte.
    La neuroftalmologa insiste su un'altra RM per
    escludere definitivamente una malattia autoimmune (scerosi multipla a 63
    anni??) e concentrarsi sul fattore ischemico, si pensa all'affollamento di vasi e arterie nel bulbo oculare o ad un abbassamento della pressione notturna (prendevo Enalapril 10 mg al mattino e 10 alla sera, ora quella della sera l'ho sospesa).

    Nel corso di questi 6 mesi ho riacquistato 4 diottrie.
    Assumo Cardioaspirina a giorni alterni.

    Tutti gli esami fatti sono negativi e nella norma p.es. tempo di protrombina e omocisteina, ecodoppler venoso arti superiori e inferiori.

    C'è un legame tra un evento ischemico e una trombosi?

    Confido molto in un suo parere. Grazie.

    Daniela
  • Buonasera Daniela,

    nel corso di questi sei mesi ho riacquistato 4 diottrie: buona notizia!!!!!!

    Ha scritto di assumere Cardioaspirina a giorni alterni: è da prendere tutti i giorni, a stomaco pieno o mentre mangia, fra un boccone e l'altro!

    La neuropatia ottica ischemica per definizione è causata da una riduzione del flusso del sangue nel circolo arterioso che nutre il nervo ottico (la retina è la parte terminale del nervo ottico): non a caso fluidificando il sangue con aspirina ha ottenuto miglioramento. La probabilità che si verifichi anche nell'altro occhio è molto bassa.

    Può avere una componente infiammatoria o legata a un'infezione virale o all'uso di sostanze che provocano vasocostrizione come droghe e viagra (non è il suo caso). Oppure esser causata da una aggressione legata ad anticorpi che invece di rivolgersi contro il nemico da battere (virus) si confondono e attaccano alcune cellule dell'organismo. Se fosse questo il caso, si usa cortisone.

    Non sarò io a darle indicazioni sulla terapia, non sarebbe serio: ma le raccomando di non abbattersi e di farsi curare in un centro specializzato in malattie della retina, per ottenere la guarigione con il recupero completo della vista e soprattutto per non andare incontro ad altri incidenti.

    A sua disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

    Dott.ssa Lidia L.Rota
  • Grazie Dottoressa!

    Le sue parole mi hanno rincuorata molto, nessun medico fino ad ora (tanti per la verità) mi ha detto che avrei potuto recuperare la vista con una cura, anzi mi hanno fatto capire di mettermi l'anima in pace.

    Mi saprebbe indicare un centro specializzato in malattie della retina qui a Milano?

    Verrei da lei in Humanitas per una visita. Cosa ne pensa?

    Grazie ancora.

    Daniela








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