Trombosi della vena ovarica...dubbi, perplessità e tanta paura!!!

  • Gentilissima Dott.ssa Rota,
    Le scrivo per avere un suo parere medico.Le spiego, la mattina dell'1 Novembre mia sorella ha partorito all'ospedale una bellissima bambina.Questa è stata la sua seconda gravidanza e come la prima ha avuto un'evoluzione splendida, tutti gli accertamenti a cui si è sottoposta hanno avuto esito positivo e quindi è stata nuovamente confermata al reparto Margherita per un parto naturale.La sera stessa dopo il parto, ha iniziato ad accusare un forte dolore al fianco destro irradiandosi fin dietro,sopra i reni e sia davanti nella parte dell'addome.Fatto presente alle ostetriche ed ai ginecologi le hanno detto che probabilmente erano solo calcoli renali e quindi l'hanno voluta dimettere direttamente il giorno dopo.Alla domanda "quanto dolore prova da 1 a 10" la risposta di mia sorella è stata 8 ed io ho fatto presente che lei tende sempre a minimizzare i dolori quindi di non sottovalutare la cosa...ma niente, "sospetto di calcoli", questa è stata la diagnosi e le hanno fissato una visita per accertamenti dopo una settimana!
    Il 3 novembre mia sorella non riuscendo a resistere più il dolore e ad alzarsi dal letto si è andata al pronto soccorso e dopo una particolare insistenza e grazie ad una dott.ssa più scrupolosa, tramite una tac con contrasto è arrivata la bruttissima diagnosi:TVP DELLA VENA OVARICA. Pensavo che il caso sarebbe stato trattato con urgenza, ma non ho avuto questa impressione.Infatti è stata ricoverata nel reparto di ostetricia, anziché in quello di clinica medica, probabilmente per darle la possibilità di allattare la bambina di soli tre giorni...però la mia sensazione è che sia abbandonata a se stessa...Le hanno iniziato subito la terapia di Clexane 6000 due volte al dì (tot.12000) e tachipirina 1000 per il dolore (visto che allatta) e antibiotico amoxicillina.
    Premetto che mia sorella è una ragazza sportiva di 32 anni, fa la fisioterapista,non fuma non beve e non ha mai avuto malattie particolari, ha subito un solo intervento di appendicite quando aveva otto anni.Non ha mai accusato gonfiore alle mani e neppure ai piedi MAI neppure durante la gravidanza...nessuna vena varicosa...
    Sono terrorizzata perché ho paura che tutto venga sminuito, non riesco a capire quale sia veramente la gravità della situazione, loro dicono semplicemente che tra altri 3/4 giorni faranno un'ulteriore tac con contrasto o un doppler (ma non dicono mai il nome nello specifico, tutto rimane vago...non capisco perché l'ecocolordoppler non le è stato fatto subito per vedere la grandezza e l'esatta localizzazione del trombo...Tutti i medici sostengono che è la prima volta che assistono ad un caso di trombosi della vena ovarica...che è rarissimo ed è così che finisce la breve spiegazione.Aggiungono solo che l'eparina andrà continuata per almeno tre mesi e poi si vedrà...
    Il mio dubbio è se effettivamente mia sorella sia coperta da possibili complicanze?Il pensiero che possa rischiare la vita mi fa impazzire...guardo la neonata di soli 8 giorni e la grande di due anni e il mondo mi casca addosso.
    Ci sono alcuni particolari che penso possano essere utili...Mentre stava partorendo,uscita la testa, le contrazioni si sono bloccate di colpo e mia sorella ha fatto uno sforzo pazzesco per tirarsi su e cambiare posizione e poi per fortuna è arrivata la contrazione successiva ed il corpo è uscito...Inoltre, mi ha detto che a questo parto ha sentito tirare molto l'aderenza della cicatrice dell'appendicite...non so se questi possono essere dati importanti oppure no...Inoltre, altra cosa strana, la neonata fino alla 39 esima settimana era podalica e quindi Le hanno praticato la manovra di capovolgimento esterna, manovra molto veloce, monitorata e senza impedimenti...però questo le ha procurato delle emorroidi che in gravidanza non aveva più sofferto.
    Secondo Lei come devo comportarmi?Quali sono i rischi?
    Dopo una settimana dal ricovero è tornata a casa e attualmente sta assumendo il Cumadin ed è tornata alla vita di tutti i giorni...ma i dubbi e le paure restano continuamente...Il trombo si scioglierà?Conosce così come quello di mia sorella e come è stato il loro decorso?
    La Ringrazio e spero che possa rispondermi perché sono veramente a pezzi!!!
    Giulia*
  • Cara Giulia,

    purtroppo la trombosi è una complicanza frequente nella gravidanza (x 4) e nel post partum (x 25-60 volte rispetto al rischio abituale della paziente): eppure spesso non viene nemmeno sospettata.

    Di solito colpisce gli arti inferiori ed è quindi più facile da diagnosticare perché gonfiore, dolore e rossore possono renderla più evidente.

    Ma la trombosi può colpire qualunque distretto venoso: i seni venosi cerebrali, le vene portale, splenica, mesenterica, e le vene ovariche per esempio.

    E' sempre causata da un insieme di con-cause, che sono strettamente legate alla gravidanza: durante la quale la quantità di sangue circolante aumenta del 50%, la circolazione nella placenta rallenta per permettere gli scambi materno fetali e questo rende il sangue più incline a coagulare, il peso e l’ingombro dell’utero ingrandito premono sulle vene che riportano il sangue al cuore. Si verifica quindi una situazione ideale per lo sviluppo di trombosi, e in più il grasso addominale, quando c’è in abbondanza, complica la situazione circolatoria.

    Non sia preoccupata, la trombosi si cura: la cura impostata è giusta, il coumadin deve mantenere il pt inr fra 2 e 3, e va protratta per almeno 3-6 mesi; si sospende solo quando si è ottenuta la completa ricanalizzazione del vaso colpito.

    Ci sono alcuni esami che andrebbero fatti per capire quali altre ragioni oltre a quelle elencate possono aver contribuito a causare la trombosi: ma potranno essere completati prima di sospendere definitivamente il coumadin, senza fretta.

    Stia tranquilla, aiuti sua sorella a godersi la bambina: le dica che di giorno deve portare le calze elastiche. Anche se la trombosi si è verificata non nelle gambe ma nell’addome, le calze aiutano comunque il sangue a non rallentare la sua corsa verso il cuore e a migliorare i sintomi anche a livello del plesso emorroidario.



    Allego le istruzioni e i suggerimenti che io do’ alle mie pazienti:

    Come indossare correttamente le calze elastiche

     indossare le calze elastiche (prima classe di compressione) durante il giorno: la mattina, dopo l'igiene personale, stendersi sul letto con le gambe alzate e appoggiate alla testiera del letto o al muro per almeno cinque minuti, finchè diventano pallide

     fare un massaggio con borotalco (non usare creme) a partire dalla punta del piede fino all'inguine, per facilitare il ritorno del sangue verso il cuore: quando le gambe sono asciutte e pallide, appoggiarle sul letto e calzare le calze

     la notte togliere le calze

     sistemare sotto i piedi del letto qualcosa che li sollevi di almeno dieci centimetri: due blocchi di legno, due mattoni, due vecchi libri da sistemare sotto i piedi del letto o della rete

    Raccomando
    • MEDIVEN oppure VARISMA oppure SOLIDEA, di prima classe di compressione (le prime due si trovano in negozi di ortopedia, la terza anche in farmacia) : autoreggenti in microfibra oppure cotone
    • si raccomanda che la calza sia adeguata alla misura della coscia, del polpaccio e della caviglia e alla lunghezza della gamba.
    • Portare le calze sempre durante il giorno, soprattutto durante attività fisica o dovendo rimanere a lungo in piedi
    • Quando si trova a dover stare seduto a lungo, contrarre ritmicamente i polpacci, flettere i piedi verso l’alto, ruotare le caviglie, con moderazione e continuamente: questi semplici esercizi aiutano la pompa muscolare a facilitare il ritorno del sangue al cuore
    • Evitare biancheria o indumenti stretti, soprattutto all’inguine
    • Evitare gli stivali, soprattutto per lunghi periodi
    • Evitare l’esposizione delle gambe al sole diretto nelle ore più calde della giornata (per esempio al mare)
    • Al mare utili camminate in acqua (immersi fino alla coscia), per almeno quaranta minuti consecutivi
    • Assumere abbondanza di antiossidanti soprattutto attraverso il consumo di verdura e frutta fresche, salvo diversa indicazione del curante o problemi gastrointestinali o diabete.
    • Bere almeno tre litri di acqua al giorno (un bicchiere ogni ora) povera di sodio (per esempio Lauretana) lontano dai pasti, a piccoli sorsi
    • In caso di sintomi sospetti per trombosi venosa o superficiale rivolgersi al pronto soccorso per ecocolordoppler venoso arti inferiori e prelievo per dosaggio del ddimero

    NON SOTTOVALUTARE EVENTUALI SINTOMI SOSPETTI PER trombosi : CRAMPO, GONFIORE, DOLORE . Contattare il Medico, o il Pronto soccorso, o il Centro Trombosi



    Allego elenco esami necessari per studio dell’assetto dell’emostasi, genetico e funzionale, per quanto ad oggi noto:

     Tempo di protrombina 0090754
     Tempo di tromboplastina parziale 0090761
     Fibrinogeno 0090651
     Proteina anticoagulante C funzionale 0090722
     Proteina anticoagulante S libera 0090724
     Antitrombina III 00900575
     Resistenza alla proteina C attivata 0090772
     Dosaggio plasmatico fattore VII 0090643.09
     Dosaggio plasmatico fattore VIII 0090643.07
     Omocisteinemia basale 0090346.01
     Vitamina B 12 0090135
     Folati 0090232
     Ricerca della mutazione G20210A della protrombina 0091.29 E
     Ricerca della mutazione G1691A del fattore V 009129 D
     Ricerca della mutazione C677 T dell’enzima MTHFR 009129 F


    Gli esami possono essere prescritti dal SSN se l’indicazione viene condivisa dal medico di medicina generale (medico di famiglia, medico di base)

  • Ciao Giulia,posso contattarti urgentemente? Grazie mille

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